SEBASTIANO CONCA (1680-1764)

SEBASTIANO CONCA (1680-1764)
SEBASTIANO CONCA (1680-1764) SEBASTIANO CONCA (1680-1764) SEBASTIANO CONCA (1680-1764) SEBASTIANO CONCA (1680-1764)
Marca: CENTRO STORICO GAETA
Stato: Disponibile
Autore: AAVV
Editore: CENTRO STORICO CULTURALE GAETA
Pubblicazione: 1981
Pagine: 426
Lingua: ITALIANO
Prezzo: 100,00€
Qtà:  Acquista
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La mostra dell’anno, sesta della serie ininterrotta, la-

scia scorgere, al vivo, il rigoglio del Centro Storico Cultura-
le, che attraverso esposizione antologica riesce a dare una
proposta di lettura a diretto contatto con le opere dell’arti-
sta concittadino Sebastiano Conca; tale proposta è matura-
ta su terreno critico dissodato, praticamente quasi a riscatto
di una critica ancestrale, di maniera, troppo frettolosamente
accolta nel passato. Sebastiano Conca appare, così, una fi-
gura rilevata nel panorama artistico del Settecento, sia per le
predilezioni di committenza, sia per il meditato tendere a vie
nuove d’espressione con vena feconda e sorgiva capacità,
doti, queste, sfortunatamente frenate da imposizioni di temi
e limiti di gusto. Il merito dell’equilibrio valutativo raggiun-
to nell’indagine critica va agli studiosi compilatori del cata-
logo, i quali, a sviluppo delle intuizioni di A. Clark, hanno
convogliato le loro indagini su tutto l’ambiente artistico del
secolo e su zone finora trascurate, tanto da far risaltare a
tutto tondo la figura dell’Artista e a definirne il profilo con i
segni stilistici di una maniera dolce, permeata di frequente
da temperatura poetica e slancio d’animo.
Ai soci del Centro il merito di perdurare nel lavoro pro-
duttivo ed il riconoscimento di aver offerto, con la presente
manifestazione, una ‘festa’: quella dell’arte. Si sa che per
pause indette all’attività pratica, per momenti di evasione e
gioie che ci sublimano, come l’arte sia necessaria; giusta-
mente fu affermato che essa costituisce la domenica della vi-
ta.
L’occasione sarà, dunque, oltre che gradita, sollecitan-
te, anche perchè l’iniziativa ha consentito recuperi di mate-
riale, aggiunto chiarimenti ai capitoli di storia dell’arte.
Nella preparazione prossima e remota si sono sviluppa-
te attese per meglio conoscere il mondo ed i raggiungimenti
pittorici del Conca, tanto da suscitare, nell’appagante fer-
vore, influenze di studi e ricerche risolti, localmente, con
nuove risultanze documentarie.
L’attività presente soddisfa i fini del Centro, nella linea
della continuità, per cui l’organo che va sempre meglio con-
figurandosi come palestra d’interessi mentali e sicuro punto
di riferimento culturale prende fiducia per altre future ini-
ziative atte a conservare il senso del valore, sostenere la
spinta di sollecitazioni superiori.
Un vivo ringraziamento alle Soprintendenze dei Beni
Artistici e Storici del Lazio e della Campania per la disponi-
bilità dimostrata, gli incoraggiamenti e gli aiuti offerti. Un
ringraziamento altrettanto vivo al Comitato scientifico per
gli innovativi risultati sopra accennati. Grazie altresì al Mi-
nistero dei Beni Culturali, agli Assessorati alla Cultura
ed al Turismo della Regione Lazio, all’Amministrazione Provin-
ciale, al Comitato Manifestazioni Pontine, all’E.P.T., al
Comune di Gaeta, all’A.A.S.T., ai prestatori, e a tutti
quanti, in forma varia, hanno collaborato e sostenuto nella
fiducia.
ULISSE GUIZZI

 

Presidente Centro Storico Culturale
‘Gaeta’

 

Seguo da anni, con il più vivo interesse ed anzi, vorrei
dire, con entusiasmo, l’attività del Centro Storico Culturale
«Gaeta» che in queste ultime stagioni ha acquisito titoli suf-
ficienti per inserirsi nel maggior circuito italiano delle orga-
nizzazioni capaci di valorizzare il patrimonio artistico na-
zionale.
Titolo di merito tanto maggiore in quanto anche la no-
stra Amministrazione abbisogna di tali azioni locali di sti-
molo e di fiancheggiamento.
E che poi questa azione si svolga entro i due poli delle
Soprintendenze per i Beni Artistici e Storici di Roma e di
Napoli è elemento qualificante a stabilire il rigore culturale,
oltre che l’impegno umano, delle iniziative.
. Molte delle quali già potranno indicarsi ad esemplari
nel panorama così multiforme delle esposizioni d’arte antica
in Italia: e certo la monografia dei disegni di Gaspar van
Wittel costituisce un risultato d’eccezione, ed unico sin qui
in Europa, per il grande pittore olandese, del quale gli studi
a venire non potranno non tener conto in avvenire.
Con pari interesse deve essere accolta questa Mostra
dedicata al ‘ genius loci’, al grande pittore gaetano Sebastia-
no Conca; non un’appendice, ma piuttosto un coerente svi-
luppo di quella ormai famosa Mostra ‘Civiltà del ’700 a Na-
po1i’ che ha tenuto banco per tutto l’anno ’80 sulla più am-
pia platea internazionale di critica e di pubblico.
Ecco: alla Mostra di Conca auspichiamo, con piena co-
scienza, lo stesso successo che ha arriso alla Mostra napole-
tana, anche come giusto riconoscimento per gli organizzato-
ri locali cosi fervidi, così attenti, così innamorati delle fortu-
ne della loro città.
GUGLIELMO TRICHES
Direttore Generale
dell’Ufficio Centrale per i Beni Ambientali,
Architettonici, Artistici e Storici
Ministero per i Beni Culturali e Ambientali.
 
 
Forse abbiamo compiuto un peccato di omissione nel
non valorizzare compiutamente anche la personalità di Se-
bastiano Conca nell’ambito della sfilata di protagonisti rac-
colti a Capodimonte per la festa della ‘Civiltà del ’700 a Na-
poli’.
Un peccato d’omissione tanto più grave in quanto pro-
prio in quel fatidico anno ’80 - l’anno della Mostra e del ter- _
remoto - cadeva la ricorrenza, pur di tanto rilievo, del tri-
centenario della nascita dell’artista.
È perciò un opportuno atto di riparazione, oltre che
un’operazione di palese impegno culturale, questa che Nico-
la Spinosa insieme con altre forze del nostro ufficio inaugu-
ra ora a Gaeta, realizzando una succinta monografia del
Conca, che oltretutto è pittore gaetano e indiscutibile rap-
presentante della più alta civiltà locale nel1’ambito della co-
mune matrice napoletana.
E doveva necessariamente, quindi, partire da Napoli la
rivendicazione attuale di questo artista che compiutamente
riassume la proiezione della cultura del regno portata nel
più ampio contato accademizzante della cultura romana
della metà del secolo XVIII.
Le preferenze di Luigi Vanvitelli erano tutte per Seba-
stiano Conca. In queste sue preferenze si può avvertire an-
che oggi la precisa determinazione di un nodo culturale che
questa Mostra intende pienamente lumeggiare, superando
così il limite della circostanza occasionale abbastanza estrin-
seca del tricentenario. «
La Mostra di Conca come necessario sviluppo di uno
dei tanti capitoli lasciati a mezzo dalla grande esposizione di
Napoli. Un esempio di coerenza nell’indirizzo della ricerca
scientifica che pure ci riteniamo in dovere di sottolineare.
RAFFAELLO CAUSA
Soprintendente per i Beni Artistici e Storici
Napoli
 
 
 
La recente mostra sulla «Civiltà del ’700 a Napoli», che
dopo i successi in patria sta per riscuoterne altri, forse più
importanti e comunque più clamorosi, in America dove è in
corso di trasferimento, toccava solo tangenzialmente la fi-
gura, peraltro complessa ed imponente, di Sebastiano Con-
ca; nè poteva essere altrimenti in relazione al ristretto signi-
ficato della presenza napoletana del Conca, che nella capita-
le del regno stette solo agli inizi della sua formazione artisti-
ca all’ombra del Solimena per un periodo in termini crono-
logici non breve, ma quasi clandestino per noi che non ne
abbiamo recuperato tracce significative; e quindi, quasi al
termine della parabola, per qualche sporadico incarico, i cui
frutti questa volta è stata l’avversità della sorte, con le di-
struzioni anche belliche, a sottrarci.
Il terzo centenario della nascita dell’artista, avvenuta
nel 1680, è stata l’occasione perchè la sua attività venisse il-
lustrata in una mostra monografica, di cui le cure sono state
assunte dal Centro Storico Culturale di Gaeta, le cui iniziati-
ve nella illustrazione dei momenti salienti della storia di
Gaeta e dei suoi uomini illustri si succedono con regolarità
encomiabile e con risultati indubbiamente positivi. La mo-
stra dunque, affidata a specialisti e a cui la Soprintendenza
che ho l’onore di dirigere ha contribuito modestamente, nei
limiti delle sue competenze, è l’omaggio della patria all’arti-
sta famoso, è l’estensione dell’indagine storica ad una figu-
ra eminente del Settecento italiano, è un motivo di diffusio-
ne di un piccolo organismo culturale che, nato in provincia,
sa pensare ed operare fuori dagli schemi provinciali, senza
perdere di vista tuttavia gli scopi per i quali è sorto ed a cui
si sente votato, col successo che di quegli scopi suggerisce le
profonde ragioni.
DANTE BERNINI
Soprintendente per i Beni Artistici e Storici
di Roma
 
 
 
 
La mostra su Sebastiano Conca che prosegue il ciclo di
analoghe iniziative realizzatosi in questi anni a Gaeta, rap-
presenta un nuovo ed importante tassello nella conoscenza
della cultura locale. Certo è che l’opera di Sebastiano Conca
trascende i confini locali, essendo egli uno dei più rappre-
sentativi esponenti della cultura figurativa romana nella pri-
ma metà del secolo XVIII. Ma la realizzazione di questo ca-
talogo della sua opera può costituire un importante punto di
partenza per conoscere se una figura tanto significativa ab-
bia lasciato un’eredità nell’area circostante la sua terra
d’origine. 
Quale significato assumono, nella programmazione re-
gionale, tali iniziative? I risultati che ci attendiamo sono di-
versi e tutti indirizzati verso un unico fine: la precisa e com-
pleta catalogazione del nostro patrimonio come unico e vali-
do strumento per programmare e intraprendere una politica
di tutela che non si limiti a salvaguardare il meglio delle te-
stimonianze sopravvissute, ma si indirizzi su tutti gli aspetti
della cultura del passato senza tralasciare anche ciò che a
prima vista può sembrare scarsamente significativo.
Iniziative come quella qui presentata rappresentano un
tangibile esempio del livello raggiunto dalla ricerca nel cam-
po delle arti figurative per quanto concerne quanto di me-
glio è giunto a noi. Ma noi perderemmo una grandissima oc-
casione se ci dimostrassimo incapaci di estendere tale ricerca
anche al resto. Tale occasione la Regione dovrà cogliere at-
traverso il «Censimento e Catalogazione dei Beni Culturali
del Lazio» che proprio ora si sta avviando e il cui scopo sa-
rà, appunto, quello di raggiungere una conoscenza capillare
del patrimonio, non solo artistico, ancora esistente.
LUIGI CANCRINI
Assessore alla Cultura della Regione Lazio
 

 

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