Codice Diplomatico Gaetano - vol. I

Codice Diplomatico Gaetano - vol. I
Marca: LA POLIGRAFICA GAETA
Stato: Disponibile
Autore: SALVATORE RICINIELLO
Editore: LA POLIGRAFICA GAETA
Pubblicazione: 1987
Pagine: 343
Lingua: ITALIANO
Prezzo: 18,00€
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P R E F A Z I O N E
La traduzione di un’opera in una qualunque lingua dalla sua lingua
madre comporta sempre il rischio che qualcosa rimanga inespresso nel-
la penna del traduttore. Per le opere del la fantasia, può trattarsi del le sfu-
mature culturali, sentimentali, umorali che l’autore affida alle parole da
lui scelte, ealla loro particolare cadenza e successione; sfumature e paro-
le che formano un insieme indivisibile e irripetibile, come il vino di una
regione e il bouquet che lo caratterizza: non è chi non concordi, per
esempio, sulla grande difficoltà per qualunque traduttore di rendere in
italiano lamusicalità malinconica, tragica, disperata, delle poesie di Gar-
cia Lorca; o di esprimere con adeguata intensita in lingua straniera il liri-
smo festoso o dolente, grandioso o sereno o rassegnato delle pagine
manzoniane. Se invece si tratta di un 'opera tecnica, qual ’è il “Codex Di—
plomaticus Cajetanus", raccolta di documenti antichi di taglio storico-
giuridico, uno dei rischi è che singole parole o espressioni, semplice-
mente passando da una lingua all ’altra, si svuotino del tutto di importan-
za e valore .' per esempio: se una figura giuridica è universalmente cono-
sciuta e presente in qualunque manuale con i suoi termini latini di ante-
statio et defensio la sua traduzione in italiano non è univocamente deter-
minata, potendosi rendere con un cospicuo numero di parole di senso
affine a “garanzia e protezione" , alle quali fra l ’altro si puo arrivare da
diverse altre parole latine: l ’esito è che nel testo italiano puo non ritro-
varsi piu' traccia della figura giuridica in questione, risultandone lo stu-
dioso fuorviato nelle sue ricerche.
La traduzione, avviata con questo primo volume, del “Codex" dal
suo latino medievale (che noi continuiamo a chiamare allegramente lati-
no "maccheronico” per la costruzione disinvolta delle sue frasi e delle
sue parole e per l 'apparente facilità di comprensione del senso generale
dei suoi testi, ma che è tremendamente complicato, ermetico, inaccessi-
bile quando lo si voglia tradurre “scientificamente" parola per parola,
dando quindi conto del modo di scrivere dell ’amanuense e delle formu-
le da lui usate), riconosce in pieno i limiti suddetti. Per questo, il tecni-
co gia addentrato negli studi medievali voglia non perdere di vista il te-
sto latino a fronte.
Ma altri sono gli obiettivi di una tale traduzione: documentare e ren-
dere facilmente accessibile a quante più persone possibile un patrimonio
culturale, un documento di civiltà, uno spaccato di storia locale dotato
non di rado di legami con la storia patria, altrimenti condannato per
sempre all’oblio, o tutt'al più alla vita un po' spenta delle biblioteche o
degli archivi specializzati, In quest'ottica, il “Codex" avrà raggiunto il
suo scopo se anche un solo lettore avrà potuto apprezzarne il valore di
preziosa testimonianza storica, vagliandone ed elaborandone i contenuti
nel suo personale bagaglio culturale (magari assimilando agevolmente
come “garanzia e protezione" ciò che poteva continuare a rimanergli pre-
cluso come antestatio et defensio).
Ma non basta: se a te, lettore di Gaeta, o di Minturno, o di Castel-
forte, o di Formia, o di Itri, o di Fondi, o di Sperlonga, cioè del territo-
rio teatro dei fatti e atti narrati, accade, leggendo il "Codex" , di sorpren-
derti emozionato nell 'apprendere che capo del suddetto territorio è "Gio-
vanni glorioso console e duca per grazia di Dio della città di Gaeta" ; o
di riconoscere in una località citata nell 'anno 954 quella tuttora esistente
con lo stesso nome o con un nome solo di poco variato ( "ma questa è
Serapo", esclami, e “qui è Bevano”, “qui è Selva Serra", "qui è Pagna-
no" , e corri di là a parteciparlo ai tuoi che guardano la televisione, e lo
racconti agli amici, il giorno dopo); oppure, letto di un acquisto pagato
con una moneta, il tari, ora ovviamente non più esistente, ma il cui no-
me è tuttora pittorescamente presente nella parlata locale, di cercare di
figurarti all 'istante per quale prodigio mai il nome di quella moneta,  figu-
ra, mille anni dopo, in un modo di dire attuale; e se, letta una qualun-
que delle carte della raccolta, ti scopri come contento di sapere qualcosa
di più sulla tua terra, sentendotene anche un po' fiero; se, alla fine, fer-
mandoti a pensare, ti trovi a concordare pienamente con quanti affermano
 che la civiltà di un popolo e il civismo di un cittadino traggono forza
anche ( o fondamentalmente ? ) dalla memoria del passato e dalla coscien-
za delle proprie radici .·allora, caro lettore, il "Codex" avrà operato il pic-
colo miracolo di aiutarti ad affermare, o a capire meglio, o a scoprire,
se sei, poniamo, di Gaeta, la tua "gaetanità" , il che, è una condizione
formidabile per amare la tua città e concorrere a disegnarne l’avvenire.
 
 

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